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storia di quattro generazioni


   

  Giuseppe Bossola nacque a Vercelli il 18-10-1829; ma per i meriti verso la nostra città è considerato genovese di adozione.  
Figlio di modesti operai, in pochi anni seppe, con l'intelligenza e col lavoro, crearsi una cospicua ricchezza. La sua vita di artista ebbe inizio a 9 anni: infatti a quell'età riscosse i primi successi quale cantante durante gli “a solo” nella Cantoria della Metropolitana di Vercelli dove la popolazione accorreva per ascoltare questo bambino prodigio.
   A 16 anni fu nominato organista nella cattedrale, quindi, a spese del Capitolo, inviato a studiare al Conservatorio di Milano, ma Giuseppe Bossola era un artista nato e perciò spirito irrequieto e vagabondo; egli non avrebbe potuto certo limitarsi ad una vita monotona di provincia; infatti, ritornato al paese dopo due anni, piantò Capitolo e Cantoria senza organista e in compagnia del violinista Cerioni venne a Genova; da qui passò a Marsiglia, in Spagna e in Svizzera.  
  A Ginevra rimase qualche anno; fu il periodo più duro della sua vita durante il quale soffrì la miseria e la fame, ma egli non si perse mai d'animo e più d'una volta, per dimostrare a sé stesso che non bisogna mai scoraggiarsi, risolveva il problema dei pasti restando per lungo tempo davanti alle vetrine dei bottegai a contemplare quella ricchezza di ogni ben di Dio! Finalmente, sempre a Ginevra, in un riuscito concerto gli riesce di raggranellare qualche soldo e questa improvvisa fortuna gli fa pensare alla possibilità di emigrare in America, ma nell'attesa di recarsi a Le Havre, il suo gruzzolo sfuma ed è costretto ad abbandonare l'idea dell'America, e punta verso Novi Ligure dove riesce subito a farsi assumere come organista, maestro di canto e di banda, cariche che gli fruttano 600 lire l'anno! Nel frattempo conosce una facoltosa famiglia che gli offre di accompagnarla a Buenos Ayres quale insegnante di musica di un figlio.
  “La Baronessa”, ferma nel porto di Genova in attesa della partenza, doveva condurre il nostro artista nell'America del Sud, ma giunto nella nostra città Giuseppe Bossola si trovò per caso ad entrare nella chiesa di Sant'Ambrogio dove un rinomato fabbricante di organi, il Bianchi, allievo di Sorassi di Bergamo, dava l'ultima mano ad un grandioso organo che la munificenza del Marchese Ignazio Pallavicini regalava a detta chiesa. Giuseppe Bossola chiese il permesso di suonare lo strumento e meravigliò subito i presenti per la straordinarietà di improvvisatore e per la insuperabile maestria con cui toccava la tastiera; alla fine si vide fare la proposta di partecipare al concorso per il posto di organista. Sulle prime il Bossola accolse la proposta ridendo, poi, non sapendo come cavarsela alle reiterate insistenze (c'era il viaggio in America che lo interessava),

  “Ebbene”, disse, “se il Marchese Pallavicini la cui munificenza mi è nota pel cospicuo dono fatto dell'organo alla chiesa, vorrà aumentare del doppio lo stipendio fissato per l'organista, allora in questo caso mi presenterò al concorso così se mai fossi prescelto io non avrò a disputare il pranzo con la cena!”

  Se quella proposta parve a qualcuno troppo arrogante piacque invece al Marchese Pallavicini il quale gli rispose:

  “Noi qui avremo al concorso una giuria composta di tre maestri “un ciù bullo de l'àtro (e tra questi era il famoso Padre Davide di Bergamo).
Se essi giudicheranno in vostro favore io porterò al doppio
lo stipendio”.

  Dimenticandosi della “Baronessa” che lo aspettava in  porto, il Bossola decise di fermarsi a Genova. Si presentò al concorso e fu il primo su dodici competitori affermandosi di gran lunga superiore a tutti.

  Ed è proprio a Genova che, dopo essere stato
nominato direttore della Banda Musicale, iniziò, nel 1860, un commercio di pianoforti che in breve tempo gli procurò lauti guadagni.
 
  Inoltre volle arricchire Genova di una sala da concerto e, fortuna volle che per realizzare questo suo interessantissimo progetto trovasse i
Marchesi Spinola i quali favorirono in tutti i modi l'iniziativa nobilissima, mettendo a disposizione la loro scuderia che si trovava in cima a salita S. Caterina, dove oggi sorge il cinema Palazzo.
Cavalli e carrozze furono trasportati altrove, sorsero nuovi muri e muratori e tappezzieri provvidero al nuovo ambiente.

  Fu così che nacque la più grande sala da concerto che Genova abbia mai avuto e che il Bossola volle intitolare al suo grandissimo amico Camillo Sivori, il celebre violinista genovese allievo di Paganini. L'inaugurazione ebbe luogo con un magnifico concerto cui presero parte il direttore d'orchestra Angelo Mariani, il pianista Luca Fumagalli il cantante Diaz de Soria e il Bossola stesso che, unitamente al Sivori, svolse un superbo programma.
  Per la Genova di allora (si era nel 1869) fu questo un avvenimento di enorme importanza ed in seguito, sia la sala di Sivori che lo stabiimento musicale divennero il ritrovo dell'aristocrazia genovese.
 
Ne erano assidui pure i più grandi maestri di quell'epoca, da Giuseppe Verdi a Mancinelli, Ponchielli, Mariani, Cilea, Petrella, Rinaldi, Poleri, Papa, Marco Sala, Severino Noli, Valle, Bellando, Lorenzo Parodi, Perosio, Serra, E.Bozzano e i violinisti Sivori, Corsanego, La Rosa, Verme, Gilardini e moltissimi altri di cui ci sfugge il nome.
  Alla Sala Sivori i genovesi ebbero modo di gustare dai classici del '600 ai moderni colossi dell'arte musicale. Citeremo alcuni dei concertisti che si produssero in quel tempio dell'arte i pianisti Antonio Rubinstein, Ketten, Fumagalli, Busoni, Zanella, Raoul Pugno, Martucci, Cesi, Mugellini, Enrico Toselli, Bozzano, i celebri quartetti Rosè, Seveik, Boeme e centinaia di altri artisti che per tirannia di spazio tralasciamo.

  Ma a voler scrivere su Giuseppe Bossola non basterebbe un
volume! Ricorderemo ancora che Giuseppe Bossola ebbe l'alto onore di essere invitato per dare concerti a Pegli durante il soggiorno dell' Imperatore Federico di Germania, padre dell' Imperatore Guglielmo e che a seguito del solito suo grande successo tanta fu l'ammirazione dell'imperatore per il musicista italiano che una Dama d'Onore dell'allora futura imperatrice invitò il Bossola ad accettare l'incarico di far proseguire gli studi del pianoforte al piccolo Guglielmo e alle due principessine. Ma egli non ebbe il coraggio di accettare quell'onorifico incarico, ben conoscendo la sua naturale inclinazione ad essere negligente con i propi allievi, perciò confessò apertamente alla dama questo suo difetto e trovò modo di cavarsela proponendo in sua vece il maestro Rinaldi, che fu subito accettato.

  Giunto a tarda età si ritirò nel suo splendido castello di Gubbio in Umbria dove si spense serenamente il 2-7-1916 lasciando a sostituirlo il figlio, Carlo Bossola, pur'egli insigne direttore d'orchestra, organista, compositore ed organizzatore di concerti il quale per ben 25 anni continuò l'opera artistica iniziata dal suo illustre padre dirigendo ed organizzando concerti orchestrali come quello del 5-8-1892 nel salone di Palazzo Ducale con una orchestra composta di 80 professionisti diretto dal M°.Mascagni, M°. Nicola Massa (genero del Bossola ed autore di numerose opere tra le quali “Salambò” scritta per il Tamagno) e dallo stesso M°.Carlo Bossola, con la partecipazione del soprano Valentina Mendioz, del mezzo soprano Helene Hastreiter, della violinista Teresina Tua. Fu impresario per diverse stagioni al Teatro Carlo Felice e al Teatro Genovese; e a proposito di questo teatro, saranno ormai in pochi coloro che potranno ricordare un “tutto esaurito” come con il concerto del famoso Sarasate la sera del 7 febbraio 1908.

  Venuto a mancare nel 1944 gli successe il figlio M°. Gigi Giuseppe Bossola che collaborò parecchi anni col nonno e col padre ed al quale sarebbe toccato il compito di continuare l'opera, senonchè la sopraggiunta guerra tutto ha distrutto: il negozio di via SS. Giacomo e Filippo, quello di Largo via Roma trasformato in uffici della provincia, la Sala Sivori, trasformata nel cinema Palazzo.
  Ma l'attività di Gigi Bossola che in passato si esibì varie volte sia come accompagnatore che come esecutore nei famosi concerti della Sala Sivori, si è volta completamente alla composizione.
Allievo della
pianista Annovazzi e del Serra ed avendo vissuto accanto ad un nonno tanto illustre, ne ha continuato degnamente le tradizioni artistiche offrendoci delle composizioni che dimostrano serietà di studi e una genialità e fantasia eccezionali; ricorderemo fra i suoi più celebri pezzi “Sognando” con copertina del Pennasilico, “Mon secret” con copertina di Domingo Motta, “Loin de la Patrie” con copertina del Craffonara, e poi ancora “Romanza senza parole”, "Notturno", "Serenata orientale", "Confidenze al vento" e moltissime altre tutte edite dalla Casa Ricordi; tra le sue composizione segnaliamo ancora l'operetta “Beffa cavalleresca” in collaborazione col M°. Ulisse Trovati, ed una infinita serie di pezzi da concerto.
  Attualmente il M°. Gigi Bossola trascorre gran parte dell'anno nella
sua bella villa di Mombaruzzo, e quando si trova a Genova non disdegna di accompagnare al pianoforte qualche buon cantante nonché qualche violinista, e possiamo pur dire che sono molti coloro che da lui hanno ricevuto anche aiuti finanziari.

  Ma la tradizione continua con Aldo Bossola nel cui modernissimo ufficio e laboratorio di Organi e Pianoforti, troviamo qualche volta anche il padre il M°.Gigi Bossola, ed è in questi giorni che egli ci ha parlato circa la messa in opera del grande organo del Santuario di Oregina, lavoro che gli è stato assegnato appunto per la sua indiscussa competenza in questo ramo.
  Questo organo avrà due tastiere e circa duemila canne con 26 registri. Diremo inoltre che è stato Aldo Bossola, con a fianco tecnici di indiscusso valore, ad avere ricostruito il bellissimo organo di Sori collaudato magistralmente il 16 ottobre 1955 con un poderoso concerto del M°. Prof. Don Virginio Bellone, insegnante al Conservatorio Verdi di Torino.
 Altra sua opera è pure il meraviglioso organo del Santuario di Montebruno collaudato l'8 settembre 1956 dal M°. Don Giuseppe Scappini organista alla Cattedrale di Tortona e in questi giorni è stato pure collaudato e benedetto quello di S.Antonio di Boccadasse, ricostruito pure dal Bossola e che è quanto di meglio si poteva sperare.


  Ma la tradizione non si è fermata alla quarta generazione come dice il titolo: si è tramandata ad Aldo Bossola (1913/2007), figlio di Gigi, che ha continuato il lavoro di riparazione e di restauro di pianoforti ed organi con amore e dedizione, insegnando con maestria e indiscusso sapere la propria arte e il proprio mestiere al nipote David, il quale, nel nuovo negozio di via del Molo, è riuscito a ricreare la stessa atmosfera di passione che contraddistingue questa grandissima e illustre famiglia, da 150 anni!

  Con David, Bossola Pianoforti fornisce, ormai da anni, assistenza tecnica e di accordatura su tutta la flotta msc crociere e grazie a loro ha avuto l'onore di prestare la propria professionalità al servizio di artisti di fama internazionale come il tenore Fausto Tenzi e la soprano Luciana Serra, Andrea Bocelli, Rita Pavone, Teddy Reno, Gino Paoli, Sofia Loren e numerosi gruppi di Umbria Jazz e Arezzo Wave.

  Inoltre con il servizio concerti ha servito, oltre che i piu' importanti teatri di Genova e provincia, personalita' come Dee Dee Bridgewater, Kate Peterson, Simona Autieri, Andrea Bacchetti, Enzo Jannacci, il M° Antonio Maione, il M° Fabio Urbani, la cantante lirica Akanuma Megumi, il M° Agostino Dodero (compositore dell'Ave Maria genovese) e molti altri pianisti.


 Oggi questi 150 anni di professionalità sono al Vostro servizio
per le Vostre corde, per il Vostro pianoforte, per la Vostra musica


  






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